Viaggio nei simboli del Medioevo

Lezioni di Immaginario Medievale

A cura di Andrea Vitali


L’immaginario di un’epoca è la riserva mentale di immagini che appartengono al pensiero collettivo ed è la chiave per comprenderne lo spirito e i costumi. I simboli sono il fondamento dell’immaginario. Nel Medioevo trasmettono la conoscenza, oltrepassando la razionalità e i limiti del linguaggio. I simboli sono il tramite per l’esperienza di una realtà superiore e l’uomo medievale ne vive immerso, intento a comprenderne il significato e a osservare ciò che accade nel quotidiano, per scoprire le connessioni tra il mondo terreno e il mondo spirituale. Nel Medioevo ogni cosa assume significato non per come appare, bensì per ciò che lascia immaginare di sé.

Riscoprire oggi questo linguaggio è la via per ritrovare quella capacità di lettura che trascende il visibile, nella consapevolezza dei simboli che ancora abitano il nostro presente.

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Incantesimi, sogni e visioni sono considerati parte integrante della vita e della natura; il meraviglioso e lo straordinario sono vissuti come fatti naturali. In questa alchimia di naturale e sovrannaturale la manifestazione degli spiriti dei santi e dei defunti funge da canale con l’aldilà. La trasmissione del sapere avviene per via orale. Il suono della parola e la capacità mnemonica dell’individuo sono di grande importanza, perché la memoria permette di conservare e tramandare la conoscenza e il passato. Le miracolose gesta dei santi e dei martiri sono trasmesse in chiave mitica; la storia lascia spazio a leggende e invenzioni riportate nei racconti intorno al fuoco, nei testi sacri, nell’arte.

Argomenti trattati nel primo incontro:

Il mondo umano: Gli spazi dell’immaginario, La mentalità simbolica, La visione del Cosmo, La fine del Mondo, L’arte della memoria

Il numero e il simbolo numerico, Le immagini e il colore, Il buio e la luce, Il giorno e la notte, Le ossessioni, Vizi e virtù, La festa crudele, Il tempio, L’orientamento della chiesa, Simboli di capitelli e facciate, L’albero della vita, Il Graal, Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda, I Templari

Il mondo vegetale: Le Piante e le Erbe di San Giovanni, Le Piante delle Grandi Madri, Le Piante Fatate, Le Piante Narcotiche e/o Velenose, Il Fiore dell’Assoluto, Gli Alberi Cosmici

Argomenti trattati nel secondo incontro:

Il mondo sovrumano: Il fantastico e le mirabilia, Il magico e il miracoloso, Gli spiriti degli alberi e delle messi, Le fate, Melusina, 

I lupi mannari, Il patto con il diavolo, Il culto degli alberi e delle sorgenti, Stregoni e indovini, I fantasmi, La medicina dei segni, 

L’esercito dei morti, La caccia selvaggia, La famiglia Hallequin, Il charivari, L’anno mille 

I segni nel cielo: comete, eclissi, lotta fra stelle 

Irregolarità biologiche: mostri, epidemie, carestie, Riti funebri e mascherate, Il sabba, La scampanata, Rituali magici popolari,

La foresta incantata 

Il mondo animale: I serpenti, Quadrupedi selvatici, Quadrupedi domestici, Gli uccelli, Il mare e i mostri marini 

Andrea Vitali


Storico medievalista, musicologo e regista, negli anni Ottanta ha inaugurato in Italia lo studio iconologico dei Trionfi (Arcani Maggiori) dei Tarocchi, per il quale è riconosciuto tra i massimi esperti al mondo. In oltre quarant’anni di attività di ricerca è giunto alla completa decifrazione delle allegorie e simbologie degli antichi mazzi, approfondendo particolarmente la letteratura, l'antropologia, la religione, la filosofia e il gioco dei tarocchi dal XV al XIX secolo. Le sue prime scoperte sull'iconologia degli Arcani Maggiori furono presentate nel 1987 in occasione dell’esposizione Le Carte di Corte. I Tarocchi. Gioco e Magia alla Corte degli Estensi, realizzata a Ferrara presso il Castello Estense e successivamente in occasione della mostra Tarocchi: Arte e Magia presentata al Museo Civico Archeologico di Bologna e al Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo a Roma, esposizioni per le quali curò il progetto storico-scientifico e la selezione documentaria.

Dopo la laurea in studi umanistici, il dottorato in musicologia medievale e il diploma in archivistica e paleografia, si è dedicato all’indagine dell’immaginario medievale, coniugando ricerca storica e direzione artistica. Dal 1980 ha ideato e diretto numerosi festival di cultura e spettacolo medievale, collaborando con grandi storici come Jacques Le Goff e Franco Cardini. Nel 1985 ha fondato Le Tarot, punto di riferimento italiano sullo studio dell’universo simbolico dei Tarocchi. Ha svolto attività di collaborazione scientifica e didattica per diverse università nonché attività di divulgazione, con la pubblicazione di libri e la produzione di oltre duecento saggi, riconosciuti da Umberto Eco come il riferimento più autorevole per lo studio dei simboli e delle allegorie degli Arcani Maggiori.